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Arte locale >Letteratura
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Maricla Di DioMaricla Di Dio

Vive a Calascibetta (Enna) Figlia d’arte, fino all’età di tredici anni, segue la famiglia nella compagnia di prosa dei genitori, la cui origine, risale al settecento. Alla morte del padre la compagnia si scioglie. Vive diversi anni a Roma. Giovanissima, vince i primi concorsi letterari. Dopo un lungo periodo in cui si sposa e si occupa prevalentemente della famiglia e del lavoro come dipendente comunale, riprende a scrivere nel 1997 vincendo prestigiosi premi letterari. Chi è interessato a contattare l’autrice può farlo tramite posta elettronica all'indirizzo maricla.didio@alice.it

PUBBLICAZIONI:

1997- Prima edizione del romanzo sulla mafia locale “Dalla parte del Torto” Edicom. RHO-Milano

2003 – Quando si parla d’amore- (novella-premio letterario)- Raccolta “Confidenze d’amore”- Ed. OSCAR Mondadori;

2003 – Seconda edizione del romanzo “Dalla Parte del Torto”- Ed. Novagrafic s n c

2003 - Scomodo Dualismo (poesie) Ed. PIENNE

2004 - Improbabile incontro (novella-premio letterario) Ed. ARTI GRAFICHE Motta-Ragusa

2005- Sulle tracce di Lara (romanzo breve-premio letterario) Ed. Arti Grafiche- Motta- Ragusa

2006- Magara (Novella-premio letterario) Ed. Circolo Pickwick

2006 - Il Balcone (Novella-premio letterario) Ed. Circolo Pickwick

2006- LENA –romanzo- (premio letterario) Ed. La Ruffa- Reggio Calabria (nelle librerie di tutta Italia da gennaio 07)

Vincitrice di numerosi altri premi letterari di poesia e narrativa, tra i quali:
- “La Nave stanca” (novella) e la lirica “Altrove” –(Concorso Costa-Mondadori) anno 1997
-Primo premio per il romanzo giallo “l’Altra Verità” - Cosenza- (anno 2004)

-Primo premio concorso letterario “Storie di Donne”- FENALC-Salerno, per la novella “La Strega” (Magara)- (anno 2004)

-Segnalazione speciale della giuria Concorso “Racconti di donna” Prairie- Milano- Per il romanzo inedito “L’ultimo giorno d’estate” . Giuria composta da: Carlo Castellaneta, Serena Foglia, Sveva Casati Modigliani, Arnoldo Mosca Mondadori, Cesare Rimini, Ugo Ronfani (anno 2002).

Dalle proprie novelle “La forestiera” e “Magara” sono stati realizzati gli omonimi cortometraggi selezionati e premiati a concorsi nazionali ed internazionali.

Angela RivieraAngela Riviera

Nata e residente a Calascibetta , in provincia di Enna, l’autrice, docente di Lingua e letteratura italiana, Storia e Geografia, si è laureata con una tesi su DACIA MARAINI, tesi avvalorata dalla stessa autrice che, ospite dell’università di Catania, l’ha commentata e discussa. L’autrice ha curato la prefazione di libri di affermati autori, tra cui ”MANI CARICHE DI CANTO” dell’arcivescovo di Acireale, mons. Pio Vigo; è stata relatrice letteraria in convegni, tra cui “ KAIRòS, L’UOMO E L’EVENTO ”; ha partecipato a conferenze su argomenti culturali vari,tra cui “La donna e la letteratura” , ”La pace” ecc;
ha curato la presentazione critica di opere di scultura, tra cui “LE RADICI DELLA TERRA”, dello scultore CARMELO CASTAGNA; ha partecipato alla realizzazione dei calendari d’arte (didascalie) del fotografo MASSIMO FOLISI; ha tenuto corsi sulle tecniche di scrittura creativa. (Scuole medie e superiori); ha partecipato, su segnalazione di apposita commissione, alla biennale d’arte organizzata a Firenze, dalla F.I.D.A.P.A, riscuotendo personale successo. Ultimamente ha pubblicato in antologia una silloge di poesie edite da “Libro italiano” dal titolo ”Fermenti” e sta ultimando un romanzo a carattere psicologico di prossima pubblicazione.
Chi è interessato a contattare l’autrice può farlo tramite posta elettronica a.riviera@email.it o visitare il sito.

PUBBLICAZIONI:

1996 - PROFILI DI DONNA Raccolta di poesie a cui è stata conferito il premio “Selezione” (Critica positiva di V.Sgarbi).

1996 - MATILDE Raccolta di poesie a cui è stato conferito il terzo Premio Letterario Internazionale “Alexandre Dumas”

- IL RITORNO Romanzo che ha conseguito il Premio Letterario Internazionale “GIOVANNI VERGA”). Tale romanzo focalizza l’attenzione sulla problematicità dei rapporti genitori-figli.

- Pubblica in “RECITAL DI PREGHIERE” dal ‘99

ALTRI CIELI di Maricla Di Dio Onde arruffate l’una sull’altra
pensieri di ginestre e menta
su impronte guizzanti oltre il vetro
Fari
come lanterne impazzite
sotto cieli rari e stinti
questa città col sapore di vita senza
capo né coda

Altri sapori
altri cieli
altre lanterne accompagnavano
viottoli tra muri d’erbe
e cicale e un canto uguale e lungo
quanto il viottolo
scorrendo tra case monche, buttate lì, giusto
per chiudere una porta.

Si specchiavano lune negli occhi
del figlio d’acque e terre
poiché oltre le piane
e campi inseminati
slargava il mare mai chiuso
al silenzio, al sonno
E l’uomo di mare e campi
aveva in bocca l’aspro
del sale e della terra e una
canzone di stelle e di sirene
da cantare ubriaco
quand’era neve
Una castagna calda e vino
al freddo d’inverno
e poi
ad aspettare il sole.

IL RISCATTO di Maricla Di DioTi guardo
stretto nel tuo sgualcito perbenismo
strumento di matrigne aspirazioni
perfetta configurazione del Riscatto
(terra e sudori per un morso di grano)
Non somigli per niente
a tuo padre
Salti il fosso
così
dalla zappa all’inchiostro
Colletti bianchi. The bridge

Hai cacciato talmente in fondo
tuo padre
da ripescarlo si e no
nell’incubo di una notte ubriaca
Attento: tornerà
l’ultimo giorno
tuo padre
E con lui canto di sirena
eco di sole e stelle
umore di campo e brina
Tornerà
tornerà
maledetta nostalgia
Agonia di gelsomino e rosa
là, per quell’angolo
carpito alla spiga
divorando il pane nero
e caldo
sotto la tegola spezzata
Ci giurerei
non hai sradicato del tutto
il tuo cuore.
Vedrai.

UN QUALUNQUE GIORNO di Maricla di Dio Uno dei tanti, qui nella brocca vuota di un vuoto
paese obliquo e stanco,ultimo scialle innestato
nella pelle di donne senza carne
Un qualunque giorno. Uno dei tanti
Profetico
Apatico
Silente
E’ sazia di riverberi questa
collina boriosa morsa
dal vento tra radici di nebbie
e schiume d’albe, orde di soli e zagare e cobalti
e bave di spighe, poi, nell’organza
sbiadita del campo
Sazia di baldracche lune per fienili accomodati
Sazia di parole smozzicate…

Niente consuma più di quest’amara
inerzia di cieli graffiati, garriti spenti
per la torre espugnata.
Lastricata pergamena di memorie nell’affanno
del nostro cercare e vedere…
Povera, vecchia Xibet
inerpicata su fiabe invissute
Povera, vecchia clessidra ove scorre
ben oltre il compiuto senso del tempo
…Ha il disegno degli anni in faccia…
…la vaghezza dell’assenza…
… quella strana bellezza del morire…
…E si muore, si. Senza capire.
Qui. In un qualunque giorno
di un tempo senza più tempo.

L’INFERRIATA di Angela Riviera Ritaglia l’inferriata il muro bianco
Luminoso e sereno
E’ l’imbrunire.
Sospeso è l’attimo…
Dondola il mio pensiero
Pigro appeso
Al riflesso di un lume
Sopra un vetro.
Non mi chiedo il perché. Non chiedermi il perché
Sul filo vado, funambola senza tempo
Senza limiti apparenti
Sospiro.
Respiro.
E l’anima si allarga nella luce.
Non chiedermi il perché. Non mi chiedo il perché.
Non voglio domandare, non voglio sapere.
Troppo ho domandato
Alla luce del sole
Alla penombra, al buio.
A questo strano attimo crepuscolare
che mi snerva e mi esalta
Non chiedo il perché
della Morte e della Vita
Niente fremiti accesi
o candelabri
Niente anfore
o giochi di specchi……
A questo attimo sospeso
Tra la vita e la morte
Rivelazione
sconvolgente tempesta
snodata sul filo del rasoio
che dà certezza senza pensiero
emozioni senza speranza
a questo attimo sospeso
dondola pigro, appeso
il mio pensiero.
Al riflesso di un lume
sopra un vetro.
E Dio è li con me.

ISRAELE di Angela Riviera

Uomo che vai
per i facili
sentieri dell’Inferno
calpestando
non senti
lo scricchiolio delle foglie
che secche
frantumano al contatto?
Non ti graffia il dolore
del volto sfigurato
di quel Povero Cristo
che appeso
sorride mesto
sotto il peso
del dolore degli uomini?
Inutilmente vorresti
sfuggire alla tua gogna.
Ma il dolore del male arrecato
è la macchia di sangue rappreso
che rosseggia nel vento di Aprile.

Uomo di Angela Riviera

E sembra facile
stendere la mano
e strappare quel velo
indistruttibile ormai
che ti separa dallo specchio perfetto della vita.
Quale pianta coltivi
Nel tuo cuore di agave
arido ormai?
E i germogli?
Dove sono i germogli?
Vorresti forse camminare sulla terra
nudi i piedi
e sentire
sentirne il calore.
Ma la tua pietra
rifiuta ormai il contatto.
Ti spingono gli sguardi altrui
per l’impervia salita.
Ma tu, tu
che vuoi?
Vuoi forse abbandonarti
al dolce sogno
e sognare così, senza riserve…
ma ti spinge lo sguardo che allude
al groviglio che in te si dipana.
Scegliere
poter scegliere il nuotare
nell’acqua di smeraldo
del mio mare.
Ma nuotare non so.

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