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Ordinazione diaconale per Nino FolisiE’ stato il Duomo a fare da cornice ieri
all’ordinazione diaconale di Nino
Folisi, conferitagli dal vescovo di
Caltanissetta Mario Russotto. Oltre un
migliaio i fedeli presenti, tra di loro
anche le autorità politiche e militari
del paese. Più di cinquanta, invece, tra
preti, diaconi e seminaristi, arrivati da
tutta la diocesi nissena, di cui
Calascibetta fa parte, ma anche dalla
vicina Enna rappresentata da don
Giuseppe Petralia, arciprete e parroco
del Duomo. Per Calascibetta, che in
passato ha dovuto fare i conti con la
carenza di preti, il diaconato di Nino
Folisi rappresenta un
evento: è la prima volta, infatti, che
uno xibetano riceve l’ordine sacro da
sposato.
"Per Nino comincia la missione di
diacono ordinato, per la comunità invece la missione di conoscere il
diacono, di accoglierlo e di vivere
questa bellissima ministerialità", ha
sottolineato Don Carmelo
Sanguedolce, delegato episcopale per
la formazione dei Diaconi permanenti
della diocesi di Caltanisetta. S. Ignazio
di Antiochia, diceva: "Senza vescovi,
senza presbiteri e senza diaconi non
c’è Chiesa". "Il diacono - ha detto
ancora don Carmelo Sanguedolce -è per la plenitude ecclesiae, ovvero la
pienezza della Chiesa". La vita di Nino
Folisi, 62 anni, ex funzionario
Telecom (oggi in pensione), sposato
con Silvana Basile e padre di due figli,
Vittorio e Gaetano, viene arricchita da
un ulteriore sacramento grazie
all’invito dell’indimenticabile don
Paolo Castagna, che fin dagli anni 90’ accarezzava l’idea che Nino potesse
diventare diacono della Chiesa di
Calascibetta.
Francesco Librizzi |
- È morto ieri a 84 anni
il grande ufficiale Ugo PiccioneIl lutto di una comunità, dai
circoli culturali alla classe politica, che ha
rinviato la seduta consiliare. Calascibetta
ha voluto dare, ieri, l’ultimo saluto al
Grande Ufficiale dell’Esercito italiano,
Ugo Piccione, scomparso a 87 anni, a
causa di un infarto. Un uomo che ha contribuito
a dare lustro alla cittadina xibetana.
Autorità politiche e militari, ma
anche tanta gente comune, ha voluto essere
presente all’ultimo viaggio terreno
del Generale di Corpo d’Armata.
Nei primi banchi della chiesa Maria SS.
del Carmelo, stracolma all’inverosimile,
erano seduti - oltre ai parenti - anche le
più alte cariche militari della Sicilia. Dal
Capo di Stato Maggiore della Regione
Militare Sicilia-sud, generale Ruggero
D’Osualdo, ai colonnelli Salvatore Puglia
e Vincenzo Cardillo. Presente anche il
comandante provinciale dei Carabinieri,
Michele Di Martino, quello della locale
stazione Silvestro Nasca e il maresciallo
Giuseppe Pecora; in suo onore anche un
picchetto di rappresentanza. «Dall’alto
della sua autorità - ha ricordato l’arciprete
di Calascibetta Pino D’Anna - è rimasto
una persona umile». La lettura quotidiana
dei giornali, ma anche qualche giocatina
a carte con gli amici, nel sodalizio di
San Pietro, erano gli hobby quotidiani. In
pensione dall’84, viveva a Calascibetta,
dove era nato, nel 1921, e si era sposato.
Una lunga carriera vissuta ai massimi livelli
istituzionali e militari sino a diventare
uno dei ventuno generali di Corpo
d’Armata presenti sul territorio italiano,
trattando problematiche di livello mondiale.
Insomma, quel giovane che lasciò Calascibetta a 18 anni, poco prima del secondo
conflitto mondiale, vi ritorno,
nell’84, da pensionato, con alle spalle
una strabiliante carriera militare, costatagli
anche, per servire lo Stato, 32 ferite.
FRANCESCO LIBRIZZI
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