La Storia | Cosa visitare | Tradizioni e folclore | Tesori di arte sacra | Bacheca annunci | Numeri utili
Letteratura | Pittura | Scultura
Cronaca | Politica | Sport | Spettacoli
Comune | Provincia | Regione | Lavoro | Scuola | CGIL | CISL | UIL | O.N.V.G.I.
Orari messe | L'eco di Buonriposo | Avvisi | Programma festività
Consiglio | Manifestazioni | Punto turistico | Servizi | Modulistica
Telecom Italia | TIM | Università Enna | Università Catania | Università Palermo | Ass. bandistica A.G. | Emersystem | Bruno Euronics
subglobal8 link | subglobal8 link | subglobal8 link | subglobal8 link | subglobal8 link | subglobal8 link | subglobal8 link
Contenuto >Cosa visitare
Forum

Le chiese

Chiesa di S. Antonio Abate
Chiesa Madre
Santuario di Buonriposo

Ben 48 erano le chiese costruite, nel corso dei secoli, a Calascibetta di cui 34 nel perimetro urbano e 14 nelle campagne circostanti. Oggi ne sono rimaste ben poche ancora aperte al culto come la chiesa di S. Antonio Abate posta in via Nazionale a poche centinaia di metri dall'ingresso del paese, mentre, a dominare la piazza principale della città, sorge la chiesa di Maria SS. del Carmelo. A poche centinaia di metri, di fronte il municipio, incastonata tra le mura di civili abitazione si trova la chiesa di S. Giuseppe; percorrendo la via Conte Ruggero dopo il palazzo baronale si trova la chiesa della Catena per poi arrivare nella parte alta dove si staglia l'antica chiesa Madre ricca di storia e di arte. A poche centinaia di metri altre due chiese sorgono a poca distanza una dall'altra la chiesa dell'Itria, dove si conserva il simulacro del Cristo Morto e la chiesa di S. Paolo, punto più alto della città. Percorrendo tutta la discesa si scorge dalla piazza, posta alla fine della via Giudea, accanto al cimitero, la chiesa dei Cappuccini. Infine fuori dal perimetro urbano in una zona, ora diventata residenziale sorge il santuario mariano di Buonriposo.

Chiesa del Carmelo Chiesa dei Cappuccini

Archeologia

I dintorni di Calascibetta sono costellati di tracce evidenti di una frequentazione del sito vecchia di millenni: Necropoli, abitazioni rupestri e rinvenimenti archeologici di manufatti e ceramiche testimoniano di una presenza umana costante. Ed insieme a queste straordinarie evidenze archeologiche la geomorfologia del territorio, prevalentemente calcareo, offre interessanti spunti di visita per la presenza di numerose e ampie grotte alcune delle quali si aprono nel paese o sulle ripide pareti dello sperone roccioso su cui sorge Calascibetta.

Ingrottamenti di via Carcere Necropoli di Realmese

Centro storico

Palazzo baronale Vicolo medievale

S. Antonio Abate Eretta nel 1409 e finita, presumibilmente nel 1500, data rilevata da una campana di bronzo. Della stessa data è la statua della Madonna di Monserrato, custodita presso il museo Diocesano di Caltanissetta, a testimonianza di un culto probabilmente introdotto dalla famiglia Monsecato. Nel 1542 viene fondata la Compagnia dei Bianchi aggregata alla Chiesa e istituita dal S. Uffizio Spagnolo, della quale si conservano tracce sia nella tradizione orale sia nel quadro di S. Maria delli Bianchi, custodito nella stessa chiesa. Fra il 1600 e il 1700 essa fu decorata con stucchi attribuibili a Giovan Battista Sberna di Tusa, in sostituzione, secondo una tradizione orale, di ricche decorazioni in oro zecchino andate distrutte a causa di un incendio provocato da un fulmine. Nel 1650 la chiesa, ad una navata, le cui pareti laterali sono ornate con le statue dei Dodici Apostoli, aveva sette cappelle e un ricco patrimonio di molti argenti e paramenti sacri. Si conservano nella chiesa, oltre al suddetto quadro di S. Maria delli Bianchi, una Pala d'Altare del 1600 raffigurante S. Antonio Abate.

Ciesa di Maria SS. del Carmelo Costruita nel 1771 dai Carmelitani, cui era annesso il convento, oggi palazzo di città e residenza municipale. La chiesa ad una sola navata, conserva sull'altare maggiore quella che può essere considerata l'unica opera d'arte: il gruppo marmoreo raffigurante l'Annunciazione di Gagini. Ultimamente è stat sottoposta ad un massiccio restauro si esterno che interno riportando il tempio ad uno splendore che rivaluta l'attigua piazza punto di ritrovo e socializzazione.

Cappuccini La chiesa è annessa al convento dei frati minori francescani. La sua fondazione risale al 1589, come si legge sulla'alzata di u no dei gradini di accesso alla chiesa costituita da una sola navata con cappelle laterali, in una delle quali si innalza un crocifisso con l'Addolorata, opera di artigiani di Ortisei. Nella sacrestia si trova un tabernacolo ligneo del 1600 scolpito a mano, ancora in ottime condizioni; il convento custodisce inoltre una biblioteca di valore. Nella chiesa si conserva l'opera di maggiore artistico presente a Calascibetta: una pala d'Altare del 1610, raffigurante l'Adorazione dei Magi, di Filippo Paladini.

Chiesa Madre La chiesa dedicata a S. Pietro e a S. Maria Mggiore, venne fatta erigere nel 1340 da Pietro II d'Aragona sul punto più elevato del monte Xibet; si tratta di un tempio a tre navate, con un ricco e pregiato patrimonio architettonico. L'attuale nucleo centrale, comprendente le colonne in pietra locale, con basi e capitelli scolpiti con particolari tipici dell'arte catalana, ne costituiva l'antico corpo; la facciata fu ricostruita dopo il terremoto del 1693 secondo lo stile del settecento, con giochi di superfici e una scalinata d'accesso di impianto classico nella tipica pietra di "cutj", con la quale sono realizzati elementi architettonici e decorativi del tempio, al quale, alla fine del XIX secolo,vengono aggiunte tre absidi esterne (anch'esse in pietra locale) che cambiano l'antica parte absidale. All'interno della chiesa, è possibile ammirare un coro ligneo scolpito e un bassorievo in marmo attribuito alla scuola del Gagini, entrambi del XVII sec., una Pala d'Altare del Gianforte del 1617, L'Assunzione di Maria Vergine

Necropoli di realmeseLe testimonianze della presenza di insediamenti umani nei siti intorno al paese sono tra le più interessanti di Sicilia e fra queste spicca la Necopoli sita in località Realmese con le sue circa trecento tombe a "grotticella" risalenti al periodo compreso tra il IX e l'VIII secolo a.C.. Gli scavi, condotti dall'archeologo siracusano Paolo Orsi, portarono al rinvenimento di numerosi manufatti, probabilmente frutto dell'azione di dilavamento di un sito posto più a monte ed in particolare furono trovate ceramiche dello stesso stile ritrovate in altre località datati dello periodo. Nelle adiacenze della Necropoli doveva infatti trovarsi un villaggio siculo da cui provengono manufatti, monili e monete conservate presso il museo archeologico di Siracusa. Necropoli preistoriche con ipgei sorgono anche in contrada Valle Coniglio e Calcarella.

Ingrottamenti urbani I dintorni di Calascibetta sono anche caratterizzati da numerose grotte alcune delle quali, di un certo interesse, sono inglobate nel tessuto urbano sotto il quale si formano un fitto dedalo di antri ricadenti in massima parte in proprietà privata. Il sistema di grotte forse più interessante è quello delle grotte di S. Pietro scavate nella roccia della rupe su cui sorge la chiesa omonima, ed il cui accesso è complicato dall'assenza di sentieri percorribili. Piuttosto ampia la grotta " Purtedda" che si trova lungo la via Longobardi. Si tratta in realtà di due grotte distinte, l'una di circa 25 mq., l'altra meno ampia ed entrambe provviste di nicchie scavate nelle pareti. A rimarcare l'aspetto rupestre del paesaggio di Calascibetta sono anche le grotte di via Carcere che costellano una parete rocciosa nei pressi tra la via Dranza e la via Conte Ruggero da cui vi si accede. Le grotte sono state utilizzate come abitazioni rupestri sino al periodo compreso tra il XV e il XVII secolo. Disposte su più livelli scavati nel tufo calcareo le grotte si presentano di dimensioni differenti e sono tra di loro quasi tutte comunicanti e dotate di nicchie scavate sulle pareti.

Info Logo©2006 CMPSoft - Tutti i diritti sono riservati